Cassata siciliana fatta in casa: la vera ricetta palermitana con ricotta di pecora

Cassata siciliana fatta in casa: la vera ricetta palermitana con ricotta di pecora

La cassata siciliana rappresenta uno dei gioielli della pasticceria palermitana, un dessert barocco che racconta secoli di storia e tradizione. Nata nei conventi palermitani durante la dominazione araba, questa torta monumentale unisce ricotta di pecora fresca, pan di Spagna soffice, pasta reale verde brillante e glassa reale candida. La sua preparazione richiede pazienza e precisione, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con un’esplosione di sapori autentici. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella realizzazione della vera ricetta palermitana, quella che le nonne siciliane tramandano gelosamente di generazione in generazione. Preparatevi a scoprire tutti i segreti di questo capolavoro della pasticceria italiana, dalle tecniche tradizionali agli accorgimenti che faranno la differenza nel vostro risultato finale.

90

25

difficile

€€€

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione della crema di ricotta

Setacciate la ricotta di pecora attraverso un setaccio fine per eliminare il siero in eccesso e ottenere una consistenza vellutata. Questa operazione è fondamentale per evitare che la crema risulti acquosa. Il setacciamento è il passaggio della ricotta attraverso una rete fine che separa i grumi e l’acqua. Trasferite la ricotta setacciata in una ciotola capiente e incorporatevi gradualmente 150 grammi di zucchero semolato, mescolando delicatamente con una spatola di legno. Aggiungete le gocce di cioccolato fondente, i canditi tagliati a dadini piccoli e i pistacchi di Bronte tritati grossolanamente. Mescolate con movimenti dal basso verso l’alto per distribuire uniformemente gli ingredienti senza smontare la ricotta. Coprite con pellicola trasparente e riponete in frigorifero per almeno 30 minuti.

2. Preparazione dello stampo e del pan di Spagna

Foderate lo stampo semisferico con pellicola trasparente, facendola aderire perfettamente alle pareti e lasciando abbondante pellicola fuoriuscire dai bordi. Tagliate il pan di Spagna in fette dello spessore di circa mezzo centimetro utilizzando un coltello da pane ben affilato e con movimenti delicati a sega. Disponete le fette di pan di Spagna sul fondo e lungo le pareti dello stampo, sovrapponendole leggermente per non lasciare spazi vuoti. Premete delicatamente con le dita per farle aderire. Preparate una bagna mescolando il liquore maraschino con 2 cucchiai d’acqua e spennellate generosamente tutte le fette di pan di Spagna. Il liquore conferirà profumo e morbidezza alla cassata.

3. Riempimento e chiusura

Versate la crema di ricotta preparata nello stampo foderato con il pan di Spagna, distribuendola uniformemente con una spatola e facendo attenzione a non lasciare bolle d’aria. Livellate bene la superficie premendo leggermente. Ricoprite completamente con altre fette di pan di Spagna imbevute di bagna al maraschino, creando un coperchio uniforme. Ripiegate la pellicola trasparente che fuoriesce dai bordi sulla superficie per sigillare completamente. Posizionate un piattino sopra la cassata e un peso leggero per compattare il tutto. Riponete in frigorifero per almeno 4 ore, meglio se per una notte intera. Questo riposo è essenziale per far amalgamare i sapori e compattare la struttura.

4. Preparazione della pasta reale verde

Stendete la pasta di mandorle verde tra due fogli di carta da forno utilizzando un mattarello, fino a ottenere uno spessore uniforme di circa 3-4 millimetri. La pasta deve essere abbastanza grande da ricoprire completamente la cassata. Se la pasta risulta troppo dura, impastatela brevemente con le mani leggermente unte d’olio per renderla più malleabile. Il colore verde tradizionale si ottiene con colorante alimentare verde mescolato all’impasto di mandorle. La pasta reale è un impasto dolce a base di mandorle tritate finemente e zucchero, tipico della pasticceria siciliana. Tenete la pasta coperta con pellicola fino al momento dell’utilizzo per evitare che si secchi.

5. Copertura con pasta reale

Capovolgete lo stampo su un piatto da portata e sformate delicatamente la cassata, rimuovendo con cura la pellicola trasparente. La forma deve risultare perfettamente compatta e liscia. Adagiate la sfoglia di pasta di mandorle verde sulla superficie della cassata, partendo dalla sommità e facendola aderire delicatamente lungo tutti i lati con le mani. Premete con delicatezza per eliminare eventuali bolle d’aria e far aderire perfettamente la pasta alla superficie. Tagliate l’eccesso di pasta alla base con un coltellino affilato, mantenendo un taglio netto e preciso. La cassata deve risultare completamente avvolta nel suo mantello verde brillante.

6. Preparazione della glassa reale

Montate gli albumi a neve ferma con una frusta elettrica o nella planetaria. Quando gli albumi iniziano a schiumare, aggiungete gradualmente lo zucchero a velo setacciato, continuando a montare fino a ottenere un composto bianco, lucido e molto sodo. Incorporate il succo di limone che stabilizzerà la glassa e le conferirà un sapore leggermente acidulo che bilancia la dolcezza. La glassa reale è una copertura bianca e lucida ottenuta montando albumi e zucchero a velo. La consistenza deve essere cremosa ma non troppo liquida: quando sollevate la frusta, la glassa deve ricadere formando un nastro che rimane visibile per qualche secondo prima di riassorbirsi.

7. Decorazione finale

Versate la glassa reale sulla sommità della cassata ricoperta di pasta reale verde, lasciandola colare naturalmente lungo i lati. Aiutatevi con una spatola per distribuirla uniformemente, creando delle colature irregolari che conferiscono il tipico aspetto barocco della cassata palermitana. Decorate la superficie con canditi colorati disposti a formare motivi geometrici o floreali secondo la tradizione: ciliegie candite rosse, scorze d’arancia candita, zuccata verde. Completate con pezzetti di pistacchio di Bronte che aggiungeranno colore e sapore. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore prima di servire, affinché la glassa si rassodata perfettamente.

Il trucco dello chef

Per una ricotta perfetta, acquistatela freschissima e utilizzatela entro 24 ore. Se risulta troppo umida, lasciatela scolare in un colino foderato con garza per alcune ore prima di setacciarla. Il segreto della vera cassata palermitana sta nella qualità della ricotta di pecora, che deve essere dolce e compatta. Non sostituitela mai con ricotta vaccina, il sapore non sarebbe autentico. Per tagliare la cassata senza rovinarne la struttura, utilizzate un coltello lungo e affilato, scaldandolo sotto l’acqua calda e asciugandolo tra un taglio e l’altro. Questo permetterà di ottenere fette perfette con bordi netti.

Abbinamento con vini dolci siciliani

La cassata siciliana richiede un abbinamento con vini dolci e liquorosi che possano reggere la sua ricchezza e dolcezza. Il Passito di Pantelleria, ottenuto da uve Zibibbo appassite, rappresenta la scelta più tradizionale e armoniosa, con le sue note di albicocca, miele e fiori d’arancio che dialogano perfettamente con la ricotta e i canditi. In alternativa, un Marsala Superiore dolce o un Malvasia delle Lipari completano magnificamente questo dessert monumentale. Per chi preferisce evitare l’alcol, un caffè espresso ristretto siciliano o una granita di mandorla rappresentano alternative tradizionali che puliscono il palato dalla dolcezza persistente.

Informazione in più

La cassata siciliana affonda le sue radici nel periodo della dominazione araba in Sicilia, quando furono introdotti zucchero di canna, mandorle, pistacchi e l’arte della canditura. Il nome deriva probabilmente dall’arabo ‘qas’at’, che indica la ciotola in cui veniva preparata. Originariamente preparata nei conventi palermitani per la Pasqua, la cassata divenne così popolare che nel 1575 il Sinodo di Mazara del Vallo dovette proibire alle suore di prepararla durante la Settimana Santa perché troppo impegnate in cucina trascuravano le preghiere. La ricetta si è evoluta nel tempo: la versione barocca con pasta reale e glassa risale al XVIII secolo, quando la pasticceria siciliana raggiunse il suo apice di ricchezza decorativa. Ogni famiglia palermitana custodisce gelosamente la propria versione, tramandata di generazione in generazione.

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